Comunità Montane: “Sbagliato individuare nell’altimetria l’unico criterio per l’inclusione dei comuni”
Rifondazione Comunista concorda con la Presidente Lorenzetti sulla inopportunità di inserire nella Legge Finanziaria la riforma delle Comunità montane. In questi giorni sono stati numerosi gli interventi di Presidenti delle Regioni che hanno criticato i provvedimenti sulla materia contenuti nella manovra, non ultimi la Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso e il Presidente della Regione Toscana Claudio Martini.
Il tema delle Comunità Montane non può essere affrontato con superficialità ne tanto meno con un approccio demagogico. La questione attiene alla tutela ed allo sviluppo del territorio, licenziarlo esclusivamente come mero problema di contabilità dello Stato è sbagliato e rischia di produrre effetti sperequativi per le Regioni.Critichiamo con forza l’idea che l’altimetria diventi il criterio decisivo per l’inclusione dei Comuni in Comunità montana. I criteri di montanità sono quelli indicati dall’Unione europea e dall’ONU e non possono prescindere dalle peculiarità dei singoli territori.Occorre che le Regioni siano messe in condizione di intervenire, anche sotto il profilo della razionalizzazione, tenendo conto delle realtà territoriali, soprattutto in Umbria dove si è avviato l’iter per riforma endoregionale che verrebbe stravolta dalle norme contenute in Finanziaria.
Per questo chiediamo alle istituzioni regionali di attivarsi affinché venga stralciato il provvedimento e venga riaperto un tavolo di confronto fra Governo e Regioni per l’individuazione di un percorso condiviso sulla riforma delle Comunità Montane
Il Consigliere regionale Stefano Vinti



