Droga: per dire basta alle morti per overdose servono strumenti straordinari anche nel nuovo piano sanitario
Il fenomeno delle morti per overdose in Umbria e a Perugia è così “drammaticamente in crescita da richiedere l’adozione di strumenti straordinari ed innovativi” di intervento. Occorre fermare l’escalation di decessi coinvolgendo tre ministeri - dell’interno, della sanità e delle politiche sociali –; ma anche avviando una profonda riflessione sulla natura umbra del fenomeno che porti ad adottare soluzioni in sede di stesura del nuovo Piano sanitario regionale. La richiesta di un deciso intervento sul problema che pone l’Umbria ai vertici nazionali delle morti da overdose, “in controtendenza rispetto ai dati nazionali”, è stata fatta nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Cesaroni, da Stefano Vinti, capogruppo di Prc-se, che ha espressamente proposto di mettere la “drammatica vicenda” al centro della politica su due specifiche questioni: analizzare un fenomeno nuovo che riguarda l’Umbria ed in particolare il suo capoluogo e che si caratterizza per lo “spaccio organizzato di sostanze innovative ed a basso costo, diffuse in modo capillare”; studiare e decidere come meglio poterne contrastare gli effetti tragici che provoca anche con il suo richiamo di giovani dalle regioni limitrofe. Vinti ha anche detto che “i dati disponibili dimostrano come il semplice proibizionismo, fine a se stesso, non è capace di rallentare il numero dei decessi da overdose”, e che al più presto occorre intervenire con strumenti nuovi, come “sistemi di allerta rapida, interregionali affidati a terminali (singole persone) in grado di segnalare e diffondere tempestivamente la notizia dell’arrivo sul mercato di sostanze pericolose. A suo giudizio è anche necessario ricorrere all’uso tempestivo di sostanze salvavita, “da affidare alle forze dell’ordine e ai familiari dei giovani assuntori”, perché in alcuni casi i servizi di pronto soccorso sono chiusi nei festivi e non in grado di fa fronte nemmeno con il tradizionale metadone. Ha poi citato le esperienze diverse, e comunque positive ai fini della tutela delle vita, come quella di Torino con le sperimentazioni di somministrazioni, sotto controllo medico, fatte nelle save room, luoghi protetti dal rischio overdose”. Francesco Piobbichi, responsabile nazionale delle politiche sociali di Prc-se e conoscitore della realtà umbra per essere stato operatore di strada ed amministratore nell’alto Tevere, giudica “preoccupante che mentre in Italia le overdose mortali sono passate in pochi anni da 1.200 a 600, in Umbria il dato non scende affatto, e sono aumentate le morti che interessano una nuova generazione giovani, da 20-24 anni, che tornano all’eroina e tendono a unire più sostanze in misture micidiali”. E secondo tto Piobbichi non è vero che i giovani comincino dallo spinello come normalmente si crede: “Oggi molti sedicenni si avvicinano direttamente alla eroina, e questo si spiega con il fatto che in Umbria trovano sostanze pure, ad un costo accessibile. C’è un vero mercato, organizzato ed efficiente capace di vendere a tute le ore del giorno e della notte, messo in piedi dalla espansione della camorra, gestito da un vertice malavitoso che si avvale di spacciatori magrebini destinati a diventare loro stessi tossici ed a comportarsi, di conseguenza, come quei commercianti che ampliano gli orari dei loro negozi, proprio per aumentare l’offerta e creare nuova domanda anche da fuori regione. A Perugia si può acquistare a tutte le ore del girono e della notte. Questo ha generato la nuova ‘dinamica poliassuntiva’ (cocaina, eroina, psicofarmaci, alcool) che rende difficile anche organizzare interventi salvavita. In questo contesto, è quasi ovvio che il drogato diventa un clandestino non avvicinabile dai servizi, con unità di strada che operano dal lunedì al venerdì per sole quatto ore, mentre c’è da far fronte a centinaia di richieste. Lo stesso servizio di Sert al quale si rivolgono 800 utenti è considerato dalla opinione pubblica un servizio da tenere a dovuta distanza, una sorta di inceneritore che non trova nemmeno la sede”.Piobbichi ha indicato in ultimo cinque pilastri su cui impostare il contenimento delle morti da overdose che in tanti paesi europei ha dato buoni risultati: la prevenzione, la riduzione del danno, la riabilitazione, la repressione del narcotraffico e la partecipazione”. Ha associato il fenomeno morti per overdose a quelli sui cantieri di lavoro, Maria Rita Manfroni, capogruppo di Prc-se al Comune di Perugia, lamentando “poca attenzione sul fronte della droga ed un atteggiamento spesso da struzzo sulle morti da droga che in Umbria sono una emergenza al pari di quelle da infortuni. Con i Sert ha detto la Manfroni, “eravamo partiti bene, ma negli ultimi dieci anni si è avuto il raddoppio degli utenti e questo ha provocato un decadimento del servizio, anche per mancanza di sedi territoriali più vicine al fenomeno”.



