Manifestazione di sabato 10 novembre a Perugia: verità sulla morte di Bianzino

Nei giorni scorsi abbiamo appreso con soddisfazione le dichiarazioni del sottosegretario Manconi che escludeva pericoli di insabbiamento sulla drammatica vicenda di Aldo Bianzino.Continuiamo ad avere piena fiducia nel lavoro della magistratura e nella sua opera di accertamento della verità: oltre a capire definitivamente come sia morto Aldo, occorre accertare le eventuali responsabilità di chi ha coperto una verità che stenta a venire a galla in una vicenda dai contorni ancora molto oscuri. Il carcere è ancora oggi una realtà chiusa e la chiusura aumenta quando succede un fatto grave come quello di un decesso. Servono invece informazione, trasparenza dei percorsi, un cambiamento della cultura penitenziariaNon possiamo accettare l’idea per cui la vita dei detenuti sembra valere di meno: una normalità assurda da respingere con forza.Purtroppo, però, la situazione dentro le carceri ristagna.  Si fatica a smuovere una dinamica carceraria che risente pesantemente del clima che si è creato nella società: un clima fatto di una continua e insensata invocazione a punire qualsiasi reato con la galera, impedendo nel contempo il corretto funzionamento del sistema giudiziario con l’unico risultato di riempire ancora di più le carceri.Rifondazione comunista dell’Umbria, dunque, aderisce alla manifestazione del 10 novembre a Perugia per chiedere non solo verità sulla morte di Aldo Bianzino, ma anche la nomina nella nostra regione del Garante delle Carceri.  Stefano VintiPresidente Gruppo regionale Prc-Se