RIAPRIRE IL TAVOLO SUL PIANO REGIONALE DEI RIFIUTI

A distanza di due mesi dall’ultimo incontro, sembra opportuno chiedere che fine abbia fatto il tavolo regionale di maggioranza relativo all’imminente nuovo piano dei rifiuti. Sarebbe stato auspicabile che questo lasso di tempo fosse stato utilizzato per fornire ai vari gruppi politici il materiale informativo aggiornato e certificato sulle quantità di rifiuti, sui flussi, sull’assimilazione, sulle modalità di recupero e di differenziazione e tutto ciò che è necessario per avere un quadro completo sul quale poter elaborare una proposta o perlomeno stimolare un dibattito utile alla soluzione di quello che potrebbe diventare un problema da dover gestire in emergenza.Non solo tutto ciò non è stato, ma nel frattempo si è organizzata una bella “visita di formazione” a quelle “meraviglie” che sono gli inceneritori di Monaco e di Vienna, strutture all’avanguardia che risalgono ad appena qualche lustro fa e che, evidentemente per alcuni, sarebbero adattissime a realtà come quella umbra che vive ancora nella preistoria. La visione di tali stupefacenti realizzazioni della tecnica moderna è stata così abbagliante che persone che vivevano nell’oblio e nella speranza di un ambiente vivibile e di scelte basate sul concetto di sostenibilità sono tornate folgorate dal “tour de force ecologico” con la convinzione che in fondo incenerire non è così male e che si può continuare a perdere tempo per visionare altri mirabolanti impianti invece di accelerare i tempi  e vagliare scelte e proposte che potrebbero migliorare lo standard di vita  dei cittadini umbri.Quando si parla di standard di vita si fa riferimento ai parametri che definiscono il concetto di sostenibilità. Per cui sarebbe quanto mai opportuno riaprire la discussione nella maggioranza, affrontare le varie problematiche con tavoli tecnici e preparare un piano capace di affrontare e risolvere le inadempienze del vecchio piano relative alla raccolta differenziata e di venire incontro alle reali necessità della popolazione. Una volta tanto sarebbe opportuno prevenire piuttosto che curare, in particolare se curare significa accendere fuochi mentre in altre parti vengono spenti, come è successo a Terni, dove uno degli inceneritori ha cessato la sua attività. Episodio, questo, che si potrebbe analizzare con malizia, perché, in assenza di un progetto politico serio di gestione dei rifiuti, la chiusura di un tale impianto rischia di tradursi in un’emergenza. Una coincidenza è naturale più di una diventano indizi convergenti che costituiscono una prova.Il ConsigliereStefano Vinti