Il Gasdotto Brindisi-Minerbio è devastante per l'Umbria

L’Umbria, le Marche, ma anche l’Abruzzo, l’Emilia Romagna, in sostanza la dorsale appenninica attraversata da una inutile mega-opera: il gasdotto Brindisi-Minerbio.La SNAM-GAS trasporterà il gas asiatico per la British Gas, in un percorso criminale dal punto di vista ambientale e di stravolgimento paesaggistico e dell’equilibrio naturale ed ecologico.L’Umbria sarà sfregiata per ben 124 chilometri da un tubo che necessità di uno scasso di circa 40 metri di larghezza, tagliando boschi, prati, fiumi, danneggiando irrimediabilmente i crinali di una parte della regione che sono di uno splendore spettacolare su cui è fondata una parte significativa del modello di sviluppo di intere comunità locali, che interessano i comuni della Valnerina, Foligno, Gualdo Tadino, Nocera Umbra, Gubbio, Pietralunga e Città di Castello.Una vicenda questa del gasdotto assolutamente sottovalutata dalla politica umbra, solo superficialmente trattata dalle amministrazioni comunali interessate ed ignorata dal Consiglio Provinciale di Perugia e dal Consiglio Regionale.Nelle Marche, invece, già si sono pronunciati negativamente sia il Consiglio Provinciale di Pesaro che il Consiglio Regionale.La costituzione del comitato interregionale “NO TUBO”, che si è riunito domenica ad Apecchio (PU), impone alla politica e alle istituzioni umbro-marchigiane una presa di coscienza del problema, e soprattutto azioni concrete atte alla salvaguardia di numerose zone SIC (siti d’interesse comunitario) e di territori sottoposti a vincoli ambientali, forestali e idrogeologici.Il gasdotto è dal punto di vista energetico un’opera inutile per l’Italia (ma non per la SNAM), ma ammesso (solo per un attimo) che non sia possibile fermarlo, è possibile cambiare il tragitto, con un impatto ambientale infinitamente inferiore, e soprattutto che non passi per territori di grande pregio ambientale e paesaggistico come quelli appenninici.Rifondazione Comunista dell’Umbria sostiene la lotta dei cittadini, delle amministrazioni, del Comitato “NO TUBO”, impegnando sulla questione il proprio gruppo parlamentare europeo e chiamando ad un’azione comune le altre forze della sinistra: Sinistra Democratica, Verdi, PdCI.Stefano VintiPresidente gruppo regionale Prc-Se Umbria