LA COLATA DI CEMENTO DOPO PREPO RISCHIA DI TRAVOLGERE ANCHE LO STADIO SANTA GIULIANA
La trasformazione dello stadio Santa Giuliana da tempio dell'atletica a quello del jazz, non solo appare poco chiara, ma rischia di essere l'ennesima ferita inferta alla tradizione sportiva e al territorio perugino.
E' necessario che la Giunta comunale, dopo le parole urlate ai giornali tiri fuori anche eventuali progetti con tanto di destinazioni d'uso delle varie aree che si vogliono costruire sul manto verde del Santa Giuliana. E' troppo alto il rischio che oltre alla stadio del jazz ci si trovino anche negozi, uffici e chissà anche altro; tutti elementi che andrebbero nettamente in contrasto con una zona di Perugia che deve mantenere la sua armonia con il resto del paesaggio. E deve mantenere anche una sua filosofia di base: ovvero che resti un luogo a disposizione della cultura e della città. Non vorrei, insomma, che il Santa Giuliana faccia la stessa fine del campo di Prepo - dove si svilupparono le doti calcistiche di Giancarlo Antognoni, campione del mondo – che è stato sepolto da una colata di cemento.
Sono perciò favorevole alla petizione popolare per la quale sta raccogliendo firme in questi giorni il papà dell'atletica perugina, Giorgio Molini. Sia chiaro comunque che il progetto deve essere approvato e presentato anche alla popolazione da parte delle istituzioni. Inoltre, finché non sarà realizzata la pista alternativa, a Pian di Massiano, per l'atletica, non potranno essere iniziati i lavori al Santa Giuliana.
Stefano Vinti
Presidente gruppo consiliare Prc-Se



