Rifondazione comunista contrasta l’attacco alla scuola pubblica

L’idea di riforma della scuola avanzata dal ministro Gelmini procede come uno schiacciasassi verso la demolizione della scuola per tutti e di tutti sancita dalla nostra carta costituzionale. L’attacco alla scuola pubblica portato dal decreto 137 è ancora più forte del passato, molto più pesante delle terribili controriforme della Moratti.

Ancora una volta si sceglie la via autoritaria e arrogante del decreto ministeriale per ridisegnare l’apparato formativo del nostro Paese, il luogo dove si formano i futuri cittadini, dove si trasmette la conoscenza, senza un grande dibattito nel parlamento e nel Paese.

Ad un sistema formativo che già ha conosciuto una stagione di progressivo decadimento, dovuto a tagli e stravolgimenti normativi – tanto che la spesa per l’istruzione in Italia è tra le più basse in Europa, con il 2,8% del Pil – ora si accompagna un affondo senza precedenti: i tagli agli organici del personale sono pesantissimi, la precarietà la si argina non con la stabilizzazione ma con la cancellazione del posto di lavoro, si prefigura la fine della contrattazione collettiva per i lavoratori della scuola; si ripropone la formazione professionale regionale quale sede per l’adempimento dell’obbligo, si va verso una trasformazione delle scuole in fondazioni e quindi un ridimensionamento del sistema d’istruzione pubblico, con trasferimento di fatto di funzioni dallo Sato agli enti locali; il provvedimento sul maestro unico, infine, con la riduzione dell’orario scolastico e il ricorso a metodi autoritari (la cui inefficacia è stata peraltro ampiamente dimostrata) configurano lo stravolgimento della scuola pubblica e la sua funzione di garante di pari opportunità per tutti nel decisivo terreno della formazione.

Rifondazione comunista dell’Umbria è profondamente contraria alle misure del ministro Gelmini e alla sua idea di scuola, che dietro al richiamo alla razionalizzazione e alla riorganizzazione, punta solo ai tagli, alla precarizzazione dell’istruzione, al disfacimento del sistema formativo statale. Nella nostra regione, poi, proprio grazie alle misure del ministro Gelmini sono a rischio numerosi posti di lavoro per il personale docente e amministrativo e addirittura è concreta la prospettiva di cancellazione di numerosi istituti scolastici superiori, visto che solo nella provincia di Perugia sono 16 su 30 gli istituti con meno di 500 alunni, ma anche di molte scuole di primo e secondo grado e dell’infanzia.

Per questo motivo Rifondazione comunista si affiancherà nella mobilitazione ai docenti, al personale delle scuole, agli studenti, alle forze sindacali e promuoverà in tutte le scuole e nelle varie città dell’Umbria una propria iniziativa politica di protesta e contrasto alla riforma del ministro Gelmini.

 

Stefano Vinti

Presidente Gruppo Prc