Ridurre del 50% l’indennità dei consiglieri regionali e garantire pluralismo politico e rappresentanza territoriale
La proposta avanzata in materia di legge elettorale dei gruppi che costituiscono la Pdl rappresenta un tentativo di stretta autoritaria che mira a ridurre gli spazi della rappresentanza democratica. Bipolarismo secco e potere presidenziale spinto sono le idee cardine della legge elettorale che vuole la Pdl. Il Pd non lo dice chiaramente, ma ha la stessa idea di rappresentanza del sistema politico regionale. Un forte sbarramento di coalizione ridurrebbe a due le forze politiche presenti in consiglio regionale (con la mera presenza di qualche petalo che si candiderebbe nelle liste delle due coalizioni in competizione), con l’effetto di rendere un inutile teatrino l’assemblea legislativa dell’Umbria. Il consiglio sarebbe poi ulteriormente svuotato dall’iperpresidenzialismo che soggiace alla proposta di legge elettorale che si va delineando.
In più, ridurre i consiglieri da 36 a 30 con il pretesto dei costi della politica in questo contesto significherebbe aumentare ancora di più la soglia di sbarramento per entrare in consiglio regionale. Fa specie che le forze della Pdl, che a livello nazionale non si fanno nessuno scrupolo a finanziare con denaro pubblico gli istituti bancari – frutto di una privatizzazione – che nell’ultimo decennio hanno giocato con i soldi dei risparmiatori e gli speculatori di borsa, in Umbria giochino la carta dei costi della politica; la realtà è che vogliono operare una stretta autoritaria e una riduzione degli spazi della democrazia.
Se veramente si vogliono ridurre i costi della politica, non ci si nasconda dietro alchimie numeriche: i consiglieri devono restare 36, ma si dimezzi l’indennità che viene loro corrisposta e vediamo se non si risparmia sul serio denaro pubblico, senza ridurre le possibilità di rappresentanza democratica.
Rifondazione comunista dell’Umbria non permetterà che si cancelli la sinistra dalle istituzioni dell’Umbria, e insieme ad essa tante altre formazioni politiche che hanno fatto la storia della democrazia della nostra regione, a causa di un inciucio autoritario bipartisan tra Pdl e Pd. Per questo rilanciamo chiaramente una proposta che deve garantire il pluralismo della rappresentanza politica e territoriale: mantenere i 36 consiglieri, non introdurre alcuno sbarramento, mantenere le due circoscrizioni provinciali, introdurre due preferenze, ridurre del 50% l’indennità dei consiglieri regionali.
Stefano Vinti
Presidente gruppo Prc



