Pieno sostegno allo sciopero dell’università
“Non pagheremo la vostra crisi”: è questo lo slogan del movimento studentesco che lotta nelle scuole e nell’università e che pacificamente riempie le piazze ed è protagonista della vita politica italiana e umbra.Un’onda lunga a difesa degli interessi generali del Paese, contro la distruzione dell’istruzione pubblica perseguita dal governo Berlusconi. Una grande onda che domani 14 novembre scivolerà impetuosa e pacifica per le vie di Roma.Ogni paese dovrebbe considerare il proprio sistema culturale la prima risorsa per costruire una società socialmente ed economicamente sostenibile. Per queste ragioni l’istruzione viene considerata un investimento, un bene pubblico da tutelare e non un costo da tagliare.La Gelmini e il governo, spostando l’approccio su un versante puramente contabile, si muovono in direzione esattamente opposta, guardando al passato, per riproporre una concezione classista e selettiva della scuola e delle università. Indeboliscono l’intero sistema di ricerca, ritenuto non essenziale, perché intendono favorire la maggiore competitività delle imprese attraverso i bassi salari, la precarietà, la riduzione dei diritti ed uno stato sociale residuale e caritatevole, in un paese dove si allarga la forbice delle diseguaglianze sociali, culturali ed economiche.I tagli alla scuola, all’università, la possibilità di trasformare le scuole e le università in fondazioni private, la drastica riduzione del personale Ata, il licenziamento di migliaia di precari sono il filo conduttore di tutti i provvedimenti ai quali si intende attribuire la patente di riforme, ma che in realtà configurano un disegno restauratore e distruttivo.Rifondazione comunista dell’Umbria ritiene che il sistema della conoscenza e dei saperi, così come si presenta oggi, vada profondamente modificato perché è del tutto ingiusto ed inadeguato a trasmettere cultura alle nuove generazioni.Ma la risposta non può essere la privatizzazione e il prevalere di una cultura aziendalistica. Vogliamo innovare realmente i contenuti dei programmi didattici, i progetti di insegnamento e di apprendimento, l’organizzazione complessiva.Lo sciopero di domani è una grande mobilitazione per riconiugare i giovani al futuro, per ridare dignità sociale agli insegnanti, per assicurare ai genitori la certezza che ai loro figli sarà garantita una istruzione di qualità, per affermare un più alto livello di convivenza civile e di coesione sociale, senza le quali non può esistere una società autenticamente democratica. Per queste ragioni Rifondazione comunista dell’Umbria sostiene pienamente lo sciopero del 14 novembre. Stefano VintiPresidente gruppo Prc



