Il Piano di dimensionamento scolastico va modificato. Occorre battersi concretamente contro i decreti Gelmini
Sulla proposta di Piano di dimensionamento scolastico in discussione in Consiglio regionale in questi giorni, quale componente della III commissione esprimo il più vivo disappunto in merito al percorso tracciato e un radicale dissenso politico sulla gestione del Piano e sulle sue conclusioni.Nella sostanza siamo costretti ad assistere ad uno scontro tra il Pd e il Pdl su chi è il vero e più coerente interprete, su uno degli aspetti più controversi, della “controriforma” Gelmini. Una controriforma che ha come ispirazione di fondo il taglio delle risorse economiche e una semplificazione organizzativa che ha il fine di tagliare in modo brutale posti di lavoro e annullare quel che resta della ricchezza dell’offerta formativa delle città e dei territori, mettendoli in forte competizione, premiandone alcuni e penalizzandone altri, mortificando le esperienze di qualità, anche quelle di rilievo nazionale.Preoccupa la totale assenza della gestione politica del Piano da parte di chi due mesi fa era in piazza a manifestare il proprio dissenso assieme al movimento dell’Onda e oggi è invece genuflesso all’impostazione berlusconiana di avvio dello smantellamento del sistema di formazione della scuola repubblicana.Il rinvio dell’approvazione del Piano sarà positivo solo se nei prossimi giorni sarà adeguatamente rivisitato e se il Pd, invece di cercare continue convergenze con il Pdl, sarà coerente con le cose che dichiara in pubblico contro i decreti Gelmini.Rifondazione comunista, comunque, non sarà silente e darà voce in Consiglio regionale al movimento della scuola. Stefano VintiPresidente gruppo consiliare Prc



