Il tesseramento Prc in un anno difficilissimo
E' opportuno, prima di andare in ferie, fare il punto sul tesseramento del nostro partito.
Non ho bisogno di dire che tracciamo questo primo bilancio in un anno del tutto particolare per Rifondazione Comunista. Non solo perché abbiamo subito la scissione più grave e pesante della nostra storia, ma anche perché ad essa si sono sommate molteplici difficoltà.
Non si tratta di mettere le mani avanti per giustificare un dato certamente non entusiasmante, ma di vedere la realtà per quella che è e, quindi, di affrontarla nel modo corretto.Solo oggi possiamo dire, dopo circa un anno dal congresso di Chianciano, che disponiamo di un quadro abbastanza chiaro delle forze rimaste nel partito e di quelle che, purtroppo, hanno deciso di lasciarlo.
A titolo di esempio vorrei ricordare che tutto il gruppo dirigente della Sardegna, che aveva sostenuto la mozione Vendola, ha "finto" di rimanere in Rifondazione Comunista fino alle elezioni regionali, ha quindi eletto due deputati regionali facendosi finanziare la campagna elettorale dal partito, per poi trasferirsi in blocco con Sinistra e Libertà. In Sardegna, ovviamente, le tessere erano state date al gruppo dirigente che ha fatto la scissione e soltanto ora sarà possibile dare avvio a un vero tesseramento, dopo avere eletto (solo da pochi giorni) un nuovo segretario regionale.
Difficoltà pesanti registriamo anche in due regioni molto importanti, la Campania e la Lombardia, dove ancora non siamo riusciti ad eleggere un gruppo dirigente. E ancora in diverse federazioni e in molti regionali che solo di recente hanno eletto i gruppi dirigenti, e ciò sia per la scissione subita, sia (molto spesso) per le divisioni interne determinate dalla esasperata contrapposizione tra componenti.
In questo quadro aggiungerei anche che abbiamo dovuto affrontare due emergenze senza la cui soluzione non sarebbe possibile ipotizzare alcun futuro, non soltanto per il tesseramento di Rifondazione Comunista, quanto per la sua stessa sopravvivenza. Parlo della necessità assoluta di riportare il bilancio finanziario del nostro quotidiano Liberazione in una condizione di pareggio, cosa non semplicissima visto che la gestione precedente ci ha consegnato un disavanzo di 3 milioni di euro annui. E parlo della necessità di ridurre drasticamente la consistenza dell'apparato centrale che negli ultimi anni è venuto assumendo dimensioni elefantiache, assolutamente sproporzionate per un partito come il nostro e che, in ogni caso, con l'abbattimento pressoché totale del finanziamento pubblico previsto per i prossimi anni non avremmo potuto più permetterci, pena la bancarotta del partito.
Entrambe queste due situazioni ( Liberazione e apparato centrale) sono in via di risoluzione proprio in questi giorni. È bene infine ricordare che tante nostre energie, al centro e sui territori, sono state investite nelle elezioni europeee e amministrative e nella costruzione della lista comunista e anticapitalista.
Ebbene, il dato che questa complessa situazione ci consegna (e che va considerato non solo provvisorio ma puramente indicativo proprio per i motivi sin qui richiamati) è di una percentuale di iscrizioni pari a circa il 40% rispetto allo scorso anno. Come dicevo, non è certamente un risultato soddisfacente. Esso, tuttavia, ci consente di lavorare per migliorarlo e anche in notevole misura.
Dico questo per due buoni motivi. In primo luogo il dato non è omogeneo: mentre abbiamo situazioni dove, appunto, solo da poco è stato iniziato il tesseramento, ne abbiamo altre dove il tesseramento ha raggiunto percentuali che oscillano tra il 60 e l'80 per cento, per arrivare in alcuni casi al 100 per cento. Questo significa che è possibile ottenere risultati anche rilevanti, se si sviluppano iniziativa politica e impegno organizzativo (le due cose vanno sempre tenute assieme). In secondo luogo noi riteniamo di poter lavorare per raccogliere iscrizioni al partito fino alla fine del 2009, anche per recuperare il ritardo accumulato in conseguenza di tutte le difficoltà dei mesi scorsi.
I mesi che ci attendono dopo le ferie di agosto saranno cruciali. Da un lato, come ormai riconoscono tutti, ci sarà una vera e propria emergenza occupazionale. Non solo perché purtroppo numerose fabbriche non riescono a risollevarsi in questa condizione di crisi, ma anche perché - circostanza altrettanto allarmante - per molti lavoratori oggi in cassa integrazione terminerà il periodo di copertura. Inoltre, per molti precari con contratti in scadenza non ci sarà alcun rinnovo. Parliamo di una situazione drammatica che riguarda centinaia di migliaia di persone con relative famiglie.
In questo quadro socialmente devastato la nostra iniziativa è indispensabile. Si aggiunga che in autunno - secondo quanto abbiamo deciso nell'importante assemblea dei Frentani il 18 luglio a Roma - partirà in tutti i territori la costruzione della Federazione della sinistra comunista e anticapitalista. Dovremo lavorare affinché Rifondazione Comunista, in questo contesto così difficile ma così denso di opportunità, si mobiliti fortemente e unitariamente.
Per fortuna, dopo tante difficoltà sorte da Chianciano ad oggi, qualche segnale positivo si intravede: nel Comitato Politico Nazionale che faremo in settembre ci sarà un coinvolgimento dei compagni del secondo documento nella Segreteria nazionale, quindi nella maggioranza che gestisce il partito. Inoltre, nel contesto di maggiore unità e fiducia che si è venuto costruendo in questi mesi nel gruppo dirigente nazionale, si sta producendo un superamento delle vecchie e rigide contrapposizioni correntizie ereditate dalla gestione maggioritaria praticata in passato da Bertinotti.
La proposta che avanziamo è di utilizzare tutto il mese di settembre per una capillare campagna di tesseramento. Si partirà con assemblee in tutte le regioni e in tutte le grandi federazioni per verificare a che punto sono le iscrizioni e valutare tutti insieme le migliori iniziative da intraprendere. Ad ognuno di questi incontri parteciperà un compagno o una compagna della Direzione nazionale che, oltre a portare il proprio contributo, avrà il compito di riferire al centro sulle difficoltà, le potenzialità e le proposte che arrivano dai territori.
Prevediamo di fare un primo punto di questo lavoro intorno alla metà di ottobre in occasione di un incontro nazionale che prevederà anche una parte seminariale di approfondimento sulle innovazioni che sarà necessario introdurre per migliorare la nostra organizzazione. L'incontro - che sarà concluso dal Segretario del partito - vedrà anche la partecipazione di interlocutori esterni.
*resp. naz. Organizzazione



