Il mondo del lavoro riconquisti la propria dignità con la lotta a Governo e Confindustria
Ieri venticinque lavoratori di due ditte edili rimasti senza stipendio, chi da 4, chi da 7 mesi, si sono incatenati come forma di protesta sul ponte del nuovo svincolo della Terni-Orte. La vicenda chiarisce, se ce ne fosse stato bisogno, lo stato in cui versa il sistema produttivo e chi paga davvero la crisi: i soliti noti, i lavoratori e le loro famiglie.Rifondazione comunista dell’Umbria ritiene che questa forma di protesta oggi possa rappresentare un simbolo e un esempio per tutto il mondo del lavoro, privato della propria dignità, che per farsi sentire è costretto a forme di protesta che mettono a rischio la vita. Queste sono le ragioni del lavoro sul profitto e su un sistema che continua a speculare sulle spalle dei lavoratori attraverso il subappalto.La lotta dei venticinque lavoratori indica anche che le conquiste sociali non si ottengono piegando la testa di fronte all’intesse, ma facendo sentire e valere le proprie sacrosante rivendicazioni. Una determinazione che indica la strada per la lotta contro Governo e contro Confindustria, per unire i lavoratori e per far pagare la crisi a chi l’ha prodotta. Stefano VintiPresidente gruppo regionale Prc Umbria



