FdS: per l'Umbria vogliamo un candidato che assuma le nostre priorità programmatiche
Molto preoccupante la divisione del Pd. È diritto della coalizione scegliere il candidato presidente e il programma per l’Umbria. Vogliamo un candidato che assuma le nostre priorità programmatiche
La Federazione della Sinistra esprime forte preoccupazione per lo scontro interno al Partito Democratico per l'individuazione del candidato Presidente per le prossime elezioni regionali, che ancora non ha trovato una soluzione ed il cui protrarsi provoca pesanti ripercussioni negative sull'intera coalizione oggi al governo della Regione, sulla sua immagine e capacità di tenuta elettorale.
Fermo restando l'onere spettante al maggior partito della coalizione, il Partito Democratico, di indicare un candidato da proporre agli umbri a guida del nuovo governo regionale, la sua scelta compete a tutta la coalizione, la cui coesione, mai come in questo momento, costituisce fattore imprescindibile per vincere la prossima tornata elettorale regionale. Non si può non vedere come in questi ultimi cinque anni l'azione riformatrice del governo regionale abbia subito una battuta d'arresto, misurabile anche attraverso il calo di consensi manifestatosi nei confronti dell'intera coalizione di centro sinistra tra le elezioni regionali del 2005 e le recenti provinciali 2009, con un distacco tra le due coalizioni che passa dai 60.000 voti a favore del centro sinistra a 10.000 voti.
La Federazione della Sinistra, che con l'8 per cento di consensi ottenuto regionalmente alle ultime elezioni provinciali rappresenta la seconda forza politica della coalizione e la terza a livello regionale, ritiene che nel programma del prossimo candidato alla Presidenza della Giunta Regionale, quali punti programmatici irrinunciabili, vi sia un impegno preciso a varare, nei primi mesi di governo, un Piano regionale per il lavoro, quale strumento di lotta alla precarietà e per il sostegno e creazione di nuova e buona occupazione; un'azione incisiva di sostegno ai redditi, anche attraverso misure quali l'introduzione del reddito sociale per inoccupati, disoccupati e precari, e di tutela delle fasce più deboli della popolazione; una chiara inversione di rotta rispetto al modello di sviluppo sin qui perseguito, abbandonando la supremazia delle cosiddette tre C, investendo in innovazione, ricerca, internazionalizzazione, sviluppando sistemi a rete, puntando su nuovi settori, a partire da quelli della green economy e una attenzione forte nei confronti dell'ambiente e dei beni comuni, con il rifiuto del ritorno al nucleare e l'impegno per la ripublicizzazione del ciclo delle acque. In fine, come terza priorità, la promozione di una politica comune delle Regioni dell'Italia mediana, quale strumento necessario per fare massa critica e resistere alla destrutturazione del modello sociale che vuole imporci il federalismo fiscale, ma anche per migliorare l’offerta dei servizi sociali, per definire un livello ottimale del sistema delle infrastrutture in grado di essere un valore aggiunto per il sistema produttivo.
E' necessario che le Regioni del centro definiscano politiche comuni e sviluppino una programmazione economica e sociale che vada oltre i propri ambiti territoriali per abbracciare l’intera porzione dell’Italia mediana. In particolare centrale risulterà l'impegno per delineare politiche comuni per quanto riguarda l’offerta dei servizi sociali e la sanità, mettendo in rete le strutture sanitarie ed integrando conoscenze, ricerche e professionalità, e le infrastrutture materiali ed immateriali. La nostra coalizione non necessità di ulteriori quote di moderatismo politico e culturale, di acritica subordinazione al mercato con relativo corollario di privatizzazioni dei servizi pubblici, ma ha invece bisogno di una capacità di risposta ai bisogni sociali, autonomia dai poteri forti, nuove politiche industriali.
La Federazione della Sinistra, ritiene che non sia assolutamente sufficiente giungere alla individuazione da parte del Partito Democratico di un candidato purché sia, ma è necessario un elevato livello di coerenza tra profilo politico del candidato e contenuti programmatici e, proprio a partire dalle priorità programmatiche prima richiamate, assieme ad altre avanzate nel documento “Per combattere la crisi prima il lavoro (Contributo della Federazione della Sinistra alla definizione del profilo programmatico e rilancio della coalizione di Centro Sinistra) del novembre dello scorso anno, non tutti candidati interni al PD presentano questo grado di coerenza. È dimostrato, in Italia e in Umbria, che il centro-sinistra non è in grado di vincere automaticamente le elezioni spostandosi verso il centro moderato; quello che è certo e che perde voti se volta le spalle all’elettorato di sinistra.
Per la Federazione della Sinistra dell’Umbria
Stefano Vinti (Segretario regionale Prc Umbria – Consigliere regionale)
Roberto Carpinelli (Segretario regionale PDCI Umbria – Consigliere regionale)
Franco Calistri (Presidente Socialismo 2000 Umbria)



