Manovra finanziaria, Vinti: "Misure recessive che produrrano una vera macelleria sociale. Bene la mobilitazione dei sindacati"

Tanto ha tuonato che alla fine ci troviamo di fronte ad una vera e propria bufera siberiana. La manovra imposta dal Fondo monetario internazionale e dalla speculazione finanziaria, a cui si sarebbe potuto dare una risposta di segno diverso avviando politiche di risanamento, di rilancio economico e di sostegno ai redditi medio-bassi, si sta rivelando non solo per il paese ma anche per la nostra piccola regione una manovra recessiva e di macelleria sociale. I tagli imposti alle Regioni per un ammontare complessivo di 4,5 miliardi di euro non sono la razionalizzazione delle spese, il taglio degli sprechi, bensì sono la mutilazione delle capacità delle istituzioni regionali di svolgere un ruolo efficace. All'Umbria sono imposti tagli di 250 milioni circa in settori molto importanti come ad esempio una riduzione di circa 29 milioni per gli interventi sulla viabilità, di 40 per il trasporto pubblico locale e di 20 milioni per l'edilizia residenziale pubblica. Oltre che pesanti dal punto di vista sociale i tagli penalizzano pesantemente la piccola e media impresa regionale che invece avrebbe bisogno in questa congiuntura economica di "benzia" per il proprio motore che produrrebbe effetti positivi anche sulla tenuta dei livelli occupazionali. Questi tagli imposti dal governo Berlusconi assumono le caratteristiche depressive per l'economia, alimentando così la recessione in corso. Per questo è necessaria una risposta sia istituzionale delle Regioni e delle autonomie locali ma anche una ferma opposizione politica e sociale. Ben vengano le mobilitazioni lanciate contro questa manovra iniqua economicamente ed antisociale dai sindacati di base e dalla Cgil. Occorrerebbe che tutte le rappresentanze sociali sia dei lavoratori che dell'impresa assumessero una posizione all'altezza della gravità che la manovra Tremonti impone.