Edilizia, assessore Vinti: “Governo elimina controlli e vincoli, per l’Umbria serio pericolo”
In materia di urbanistica ed edilizia il Governo elimina controlli e vincoli, determinando un pericolo serio per l’Umbria, terra ad alto rischio sismico e di dissesto idrogeologico”. È quanto sottolinea l’assessore ai Lavori pubblici e alle Politiche abitative della Regione Umbria, Stefano Vinti. “Dietro la retorica della costituzione di una ‘impresa in un giorno’ e la necessità di semplificare l’iter burocratico per l’inizio delle attività produttive – dice Vinti - che pur è esigenza sentita, benché in questi tempi di crisi profonda non si vedano tanti imprenditori pronti a lanciarsi in nuove iniziative industriali, il governo Berlusconi si appresta a dare vita alla più grande operazione di condono preventivo in materia di urbanistica di edilizia”.
“Eliminando, inoltre, la possibilità di controllo delle pubbliche amministrazioni e degli enti locali sull’attività delle imprese in materia di urbanistica e edilizia – aggiunge Vinti - il Governo mette al centro dell’intero meccanismo di regolazione sociale le esigenze delle imprese e del mercato, sacrificando beni pubblici fondamentali come l’ambiente, il paesaggio, il patrimonio artistico e culturale attuando, come se avesse già modificato l’articolo 41 della Costituzione nella direzione voluta dal ministro Tremonti, cioè della assoluta libertà di iniziativa economica privata senza obblighi di utilità sociale o di armonizzazione con l’interesse pubblico”.
“Il Governo – prosegue l’assessore – attua il rivolgimento della normativa in vigore con una semplice modifica: la dichiarazione di inizio attività (‘Dia’), che attualmente occorre presentare alla pubblica amministrazione e sulla base della quale avvengono i necessari controlli che poi autorizzano o meno l’attività richiesta (il permesso di costruire, nel caso dell’attività edilizia, ad esempio), viene sostituita da una semplice autocertificazione, la ‘Scia’ (Segnalazione certificata di inizio attività), che non necessita più di controlli o atti di autorizzazione, ma diventa immediatamente esecutiva all’atto della presentazione. La pubblica amministrazione ha solo la possibilità di verificare tutti i requisiti dichiarati dal presentatore della ‘Scia’ ed entro 30 giorni, con motivato provvedimento, vietare la prosecuzione dell’attività e bloccare i lavori già iniziati, ma solo in presenza di un danno grave e irreparabile per la salute, l’ambiente e il patrimonio artistico, ma in ogni caso negoziando con l’impresa autocertificante”.



