STRADE VICINALI E VIABILITA’ PUBBLICA, INTERVENTI E DISCIPLINA – PROPOSTA DI LEGGE DI RIFONDAZIONE COMUNISTA
Le strade vicinali sono quelle destinate a soddisfare i bisogni...
Le strade vicinali sono quelle destinate a soddisfare i bisogni minori della viabilitàpubblica, bisogni minori ma non per questo meno importanti per i cittadini.
Sulla disciplina di queste strade, assimilate a quelle comunali, i consiglieri regionali di Rifondazione comunista Stefano Vinti e Pavilio Lupini hanno presentato un disegno di legge, ridando così impulso anche a un atto deliberato dal consiglio comunale di Perugia il 19 gennaio 2004.
“L'uso da parte dei cittadini delle strade vicinali soggette a pubblico transito – scrivono Vinti e Lupini nella relazione che accompagna la proposta di legge - rientra nella più ampia categoria dei diritti di uso pubblico, che ricorre tutte le volte che si configura una categoria di beni privati, sui quali, in considerazione delle finalitàche istituzionalmente essi assolvono, l'amministrazione dispone di veri e propri poteri diretti. L'uso della strada vicinale sia essa costituita su suoli di proprietàdi privati o di enti pubblici compete a ciascun cittadino. Titolare dei diritto di uso delle vie vicinali Ú il Comune, ai sensi dell'art. 825 codice civile che indica nello Stato, nelle Province e nei Comuni i titolari dei diritti reali pubblici di godimento su beni privati, ma chi lo esercita Ú la collettivitàconsiderata come complesso di singole persone private”.
La finalitàdel disegno di legge presentato dai due esponenti di Rifondazione comunista Ú di invitare la Regione a emanare una legge contenente “una normativa atta a individuare il libero accesso al territorio come bene comune e determinare un idoneo indirizzo nel comportamento dei Comuni nella gestione del territorio rurale per garantire il diritto alla mobilitàdei cittadini in tale territorio”.
Nel testo si formula una serie di proposte:
- l’obbligatorietàdegli elenchi delle strade vicinali per tutti i Comuni;
- un aggiornamento dell’attuale stato di fatto e di diritto in cui si trovano tutte le strade vicinali giàesistenti nel Comune;
- la redazione di un nuovo elenco da parte di tutti i Comuni della regione;
- la costituzione in ogni Comune della regione di una Consulta per l’uso pubblico del territorio, formata da rappresentanti di Associazioni venatorie, del tempo libero, naturaliste ed ecologiste, che esprime parere obbligatorio sulla qualificazione dell’interesse pubblico esistente sulle strade vicinali, per assicurare il diritto alla libera circolazione nel territorio, sulla base anche dei nuovi interessi diffusi dei cittadini presenti nella realtàregionale, non più e solo per collegare case e borghi, ma per l’esercizio venatorio, il tempo libero, le attivitànaturaliste, il desiderio di conoscere il proprio territorio;
- il ripristino dell’uso pubblico sulle strade vicinali;
- la sospensione di tutte le procedure di declassificazione di strade vicinali;
In particolare la classificazione delle strade deve seguire la tipologia di strade vicinali di uso pubblico, strade vicinali di uso privato e strade a regolamentazione speciale.
A proposito dell’attuazione della legge, Vinti e Lupini propongono uno stanziamento di un milione di eruo da assegnare come contributo ai Comuni, per il 50% in parti uguali e per l’altro 50% in proporzione all’estensione territoriale di ognuno. Inoltre le amministrazioni comunali, suggeriscono sempre i due esponenti di Rifondazione comunista, possono concedere contributi fino al 50% della spesa ritenuta ammissibile per le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade vicinali.
PDL strade vicinali.doc


