PIENO SOSTEGNO ALLE INIZIATIVE DEL GOVERNO NAZIONALE E REGIONALE PER IL REINSERIMENTO DEGLI EX - DETENUTI
Critichiamo la campagna di disinformazione ordita contro il provvedimento dell’indulto recentemente approvato dal Parlamento...
Critichiamo la campagna di disinformazione ordita contro il provvedimento dell’indulto recentemente approvato dal Parlamento.
Far passare una conquista importante come un becero "scambio di prigionieri" Ú quanto di più falso si possa asserire. E non ci stupisce che coloro i quali alzano la voce su questo tema siano proprio i settori della destra che maggiormente si sono distinti nel diffondere una cultura forcaiola razzista e giustizialista e che hanno contribuito all’approvazione delle tre leggi vergogna simbolo del Governo Berlusconi, la Bossi – Fini, quella sulle droghe nonché la ex – Cirielli.
Da parte nostra abbiamo sempre ritenuto che un atto di clemenza, perché di questo si tratta, era necessario per mettere mano ad una vera e propria emergenza sociale a fronte di un sistema carcerario con 40 mila posti per oltre 60 mila detenuti.
Oggi almeno 12 mila di questi saranno rimessi in libertàin virtù di un provvedimento che però va spiegato per evitare il diffondersi di notizie false, tendenziose e completamente prive di fondamento.
Innanzitutto l’indulto non cancella il reato, come avviene per l’amnistia, si procede esclusivamente ad uno sconto di pena, in questo caso tre anni, ma non beneficiano del provvedimento i reati che provocano grande allarme sociale. Rimangono esclusi perciò i reati di strage, terrorismo, violenza sessuale, pedofilia, sequestri, tratta di persone e schiavitù, produzione e traffico di stupefacenti, usura, mafia e tutti i reati aggravati dal favoreggiamento alla mafia. Inoltre decadono dai benefici coloro i quali, usufruendone, commettono un reato che comporta una pena detentiva superiore ai due anni nei cinque anni successivi.
Non Ú vero l’indulto cancella il risarcimento civile delle vittime, non vengono cancellati i reati finanziari e contro la pubblica amministrazione cosi come , per tale tipologia di crimini, non vi saràalcuno sconto per le pene accessorie. È falso asserire che l’indulto permette la scarcerazione di mafiosi.
Siamo convinti che l’aver riportato il regime carcerario nell’alveo della Carta Costituzionale sia un merito del governo dell’Unione e certamente rivendichiamo il ruolo di Rifondazione Comunista in questo. Da qui occorre ripartire anche nella prospettiva di una riforma del codice penale non più rinviabile. Ora compito delle istituzioni saràquello di favorire, attraverso la costruzione di una rete di solidarietàtra Enti Locali ed associazionismo, il reinserimento nella societàdei beneficiari dell’indulto.
Importante sotto questo profilo Ú il piano predisposto dall’esecutivo per il reinserimento nel tessuto sociale di duemila ex detenuti attraverso il ricorso ad un ente strumentale come Italia Lavoro. Il Governo infatti ha messo a punto un progetto che consentiràai beneficiari di svolgere un tirocinio formativo di 6 mesi presso alcune imprese e di disporre per tutta la durata del tirocinio, di un sostegno di 450 euro mensili. L’impresa che assumeràl’ex detenuto al termine del periodo di tirocinio riceveràuna dote di mille euro. Per l’avvio dell’iniziativa il ministero del Lavoro e quello di Giustizia hanno stanziato circa 13 milioni di euro, risorse cui potranno accedere gli enti locali che sviluppino progetti territoriali di reinserimento lavorativo per i beneficiari dell’indulto.
Ma anche la Giunta regionale dell’Umbria non Ú stata a guardare attraverso la predisposizione di fondi per le esigenze immediate degli ex detenuti con il coinvolgimento degli Enti Locali e delle Associazioni. Assicuriamo perciò pieno sostegno ai provvedimenti assunti anche nella nostra Regione, iniziative importanti per rendere fino in fondo l’indulto un vero e proprio atto ci civiltà.
Stefano Vinti



