“LIBERTA’ ECONOMICA”: IL BUON GOVERNO PREMIA L’UMBRIA, COLLOCANDOLA AL SESTO POSTO FRA LE REGIONI ITALIANE
La classifica sulla “libertàeconomica” stilata dal Centro studi Sintesi di Venezia, per valutare i livelli di sviluppo...
La classifica sulla “libertàeconomica” stilata dal Centro studi Sintesi di Venezia, per valutare i livelli di sviluppo e benessere dei diversi territori che compongono il nostro Paese, deve essere caduta come una tegola sulla testa dei tanti predicatori di sciagure che si affannano da sempre a descrivere l’Umbria come terra oppressa da una sorta di cappa omertosa che soffocherebbe sul nascere anche la più meritoria delle iniziative imprenditoriali. Una tegola per loro, perché la fotografia che descrive la nostra regione, prendendo in considerazione la sua ricchezza economica misurata dal Pil prodotto, ma anche i fattori sociali, culturali ed umani che la contraddistinguono, oltre a quelli strutturali, Ú del tutto diversa; infatti l’Umbria si colloca in un più che onorevole sesto posto fra le 20 regioni italiane. Si tratta, anzi, di una collocazione d’eccellenza, essendo preceduta soltanto da Trentino Alto Adige, Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto e Valle d’Aosta e seguita da realtàeconomicamente assai importanti come le vicine Marche, il Friuli Venezia Giulia, la Toscana, il Piemonte, il Lazio ed anche la Liguria, per non parlare di tutte le regioni del Meridione d’Italia.
Sulla base di ben 38 parametri diversi, il Centro studi Sintesi ha insomma certificato che dalle nostre parti esistono eccellenti condizioni economiche, finanziarie, fiscali, di lavoro e quant’altro per favorire una crescita ed uno sviluppo sostenibili, il tutto frutto anche, evidentemente, di un sistema di poteri locali assai attento ed equilibrato dal punto di vista territoriale. Ciò vuol dire che l’Umbria Ú ben governata in ogni sua parte e che questo buon governo, realizzato oltre tutto senza poter contare, come altre hanno potuto fare, sulle condizioni particolari loro offerte dall’esistenza di uno Statuto speciale, rappresenta una risorsa in più a nostro favore. E le cose potrebbero andare decisamente meglio se anche le opposizioni contribuissero a consolidare questa positiva realtà, aiutando a rafforzare ancor di più la buona immagine di sé che la nostra regione Ú riuscita sinora a dare, contribuendo a superare le arretratezze che ancora vi sono, anziché intestardirsi in un’azione vanamente demolitrice del tanto di buono che Ú stato sin qui fatto.
Stefano Vinti



