Durissima la reazione dei Diesse, per bocca di Piero Mignini. Cesare Salvi dice: "Sono sorpreso di tanto clamore"…
«Credo sia sorprendente creare tanto scandalo per una iniziativa che, compagni molto seri che conosco, abbiano creduto opportuno assumere per ragioni evidentemente importanti, nel momento in cui in Umbria e non solo, la maggioranza del partito dei Diesse concede una frettolosa spinta all'unificazione, a partire dalla rappresentanze istituzionali con la Margherita che nessun congresso ed esponenti diessini hanno mai deciso». Sono le parole di Cesare Salvi, presidente della commissione giustizia del senato e coordinatore nazionale della sinistra diessina per il socialismo. Salvi - raggiunto da UJcom telefonicamente - ha risposto al durissimo comunicato di Piazza della Repubblica firmato da Piero Mignini, segretario Ds di Perugia-Umbria Centro,dove si stigmatizza la decisione di far nascere "patto di consultazione", il primo di questo genere in Italia, tra i consiglieri comunali di Perugia della sinistra Ds e quelli di Rifondazione comunista, con lo scopo di "rafforzare l' Unione e rilanciare le ragioni della sinistra". «E' evidente - ha dichiarato Salvi - che, se c'Ú chi lavora per un progetto politico denominato 'partito democratico', almeno altrettanta legittimitàdeve essere riconosciuta, dl momento che non c'Ú nessuna decisione congressuale su questo punto, a chi lavora per un'alternativa di più forte unitàpolitica a sinistra che Ú un progetto che io condivido totalmente». Piero Mignini afferma non solo di considerare "estremamente grave, oltre che politicamente sbagliata", la scelta fatta dai tre consiglieri comunali della sinistra Ds, dei quali sollecita le dimissioni dagli organismi dirigenti del partito, ma anche di ritenere "a rischio" i rapporti con il Prc nel centro sinistra umbro. Se Mignini ci va giù pesante altrettanto fa il Segretario regionale, Fabrizio Bracco, che ha chiesto il deferimento dei suoi una possibile espulsione. Deferimento al collegio dei garanti e richiesta di espulsione sono i provvedimenti annunciati dal segretario regionale dei Ds nei confronti dei tre consiglieri del partito - e si sta parlando dei sottoscrittori del "Patto", Paolo Cippiciani, Franco Granocchia e Alessandro Monaco -.al Comune di Perugia che hanno annunciato l'adesione a un patto di consultazione con con Rifondazione comunista. "Forse qualcuno non ha capito che noi non siamo una federazione ma un partito" ha affermato Bracco in un comunicato. "Quello che Ú stato fatto dai tre consiglieri comunali di Perugia Ú inaudito - ha proseguito - e sta fuori dalle regole del nostro partito. Saranno deferiti immediatamente al collegio dei garanti e verràfatta richiesta di espulsione. Per quanto riguarda Rifondazione Comunista credo che abbia tenuto un atteggiamento non corretto soprattutto in coloro che sono stati eletti anche con I nostri voti nelle massime cariche regionali, vedi la presidenza. Per il resto aspetto di leggere I giornali e cosa dicono gli altri organi informativi - conclude Bracco - per avere un quadro più preciso della situazione e prendere ulteriori decisioni". Sulla "firma della discordia" interviene il segretario del Partito della Rifondazione comunista, Stefano Vinti.“Il primo di cento fiori che mi auguro possano sbocciare presto anche altrove”. In appoggio alla sinistra radicale dell'Umbria, arrivano anche i Comunisti Italiani. Fabio Faina dice di essere pronto ad aderire al "patto" e a rafforzare l'unitàdella sinistra radicale, iniziativa che, per altro, giàda tempo, il Pdci va sostenendo.
E' stato ufficializzata stamani a Perugia la nascita di un "patto di consultazione", il primo di questo genere in Italia, tra i consiglieri comunali di Perugia della sinistra Ds e quelli di Rifondazione comunista, con lo scopo di "rafforzare l' Unione e rilanciare le ragioni della sinistra". In una conferenza stampa, presenti anche il segretario regionale del Prc, Stefano Vinti ("questo patto Ú il primo di cento fiori", ha detto), tre consiglieri comunali della Quercia e due del Prc, il senatore ds Paolo Brutti ha auspicato che "i semi gettati a Perugia possano trovare terreno fertile anche in altre realtà". Un documento illustra gli scopi del patto, che vuole "creare un luogo di confronto e di elaborazione sulle scelte fondamentali del governo della cittàe rilanciare le ragioni profonde della sinistra avviando un cammino comune per la costruzione di una nuova sinistra". Il patto "rappresenta la ricerca di un confronto per valorizzare la partecipazione dei cittadini, per ridare centralitàalle assemblee elettive ed Ú aperto a tutti i soggetti e le associazione della sinistra che vorranno aderire". "Al progetto della Sinistra europea lanciato da Rifondazione comunista si affiancano così - Ú stato detto - le iniziative di coloro che nei Democratici di sinistra non si riconoscono nel progetto del Partito democratico" anche se - hanno sottolineato i consiglieri Ds presenti alla conferenza - "non Ú prevista la creazione di un gruppo consiliare comune e neppure la fuoriuscita dal loro partito".
E' bufera politica a Perugia per la scelta dei gruppi consiliari del Comune del Prc e di tre consiglieri della sinistra Ds di dare vita ad un patto di consultazione. Il senatore della Quercia Paolo Brutti si augura che questa iniziativa, per ora unica in Italia, possa avviarsi anche altrove, mentre la dirigenza perugina della Quercia reagisce duramente, parlando di "scelta grave", che "apre un fossato" con Rifondazione e rischia di mettere in discussione anche gli equilibri all' interno del centro sinistra umbro. Il patto, ufficializzato stamani in una conferenza stampa a Perugia, presenti la dirigenza regionale del Prc, lo stesso Brutti ed i consiglieri comunali interessati, nelle intenzioni dei suoi promotori vuole "rilanciare l' Unione e rilanciare le ragioni della sinistra". Escluse le possibilitàsia di creare un gruppo consiliare comune sia di uscire dai Ds. "Mi aspetto da questi soggetti le dimissioni da ogni organismo dirigente del partito", dice, in una nota, il segretario perugino dei Ds, Piero Mignini, che parla di scelta "grave e sbagliata", soprattutto perché in palese contrasto con il progetto in discussione di Partito democratico.