RISPOSTA A CARPINELLI DEL PDCI. PERCHà‰ àˆ NAUFRAGATA LA PROPOSTA DELLA CONFEDERAZIONE DELLA SINISTRA, MENTRE AVANZA LA SINI

Il segretario regionale del PdCI Carpinelli rilancia la proposta della Confederazione della sinistra e la contrappone alla Sinistra europea...

Il segretario regionale del PdCI Carpinelli rilancia la proposta della Confederazione della sinistra e la contrappone alla Sinistra europea, che definisce un tentativo di Rifondazione di allargarsi e di avallare operazioni trasformistiche di piccolo cabotaggio, citando l’on. Folena.

Fa bene a contrapporre le due proposte, perché sono radicalmente diverse, nella forma e nel contenuto, anche se partono da una comune esigenza, ridare forza e prospettiva alla sinistra per arginare la voglia di grande coalizione o la deriva moderata del partito democratico.

La proposta della Confederazione tra partiti non tiene conto di due fattori che condizionano il nuovo ciclo politico apertosi con la crisi del neoliberismo a livello globale: la crisi della politica e delle forme della politica e la stagione del “movimento dei movimenti” come alternativa alla globalizzazione neoliberista. Non Ú un caso che in cinque anni sia rimasta lettera morta e abbia prodotto solo cartelli elettorali che non hanno mostrato grande appeal e siano rapidamente naufragati.

La sommatoria dei partiti di sinistra esistenti non ha gambe per camminare perché manca di spazio politico, ovvero si muove in uno spazio politico ristretto, incapace di rappresentare la domanda di cambiamento. La stagione del “movimento dei movimenti”, gli scioperi generali, le manifestazioni per la pace e anche le primarie hanno mostrato che esiste una domanda di cambiamento che va molto al di là, numericamente, delle capacità di mobilitazione delle singole forze che lanciavano gli appuntamenti. E che le proposte politiche che scaturivano dalle mobilitazioni (la salvaguardia dei beni comuni, le forme della democrazia partecipata, il ripensamento di un nuovo spazio pubblico, ecc.) erano nuove e diverse rispetto ai programmi dei partiti. Esiste, dunque, un problema di rappresentanza politica delle forze organizzate e un problema di cultura politica, che non si risolve con una sommatoria dell’esistente. La domanda politica espressa da un senso comune di sinistra su molti temi - il ritiro delle truppe, i pacs, la lotta alla precarietà nel lavoro, ad esempio - non Ú affatto minoritaria tra gli italiani, ma stenta a incontrarsi con la politica, le istituzioni, il governo.

Il processo di ricostruzione della sinistra nel nostro paese deve fare i conti con questi elementi inediti. Occorre mettersi in gioco, rinnovare la propria cultura politica, essere capaci di incontrarsi con culture diverse, sperimentare forme organizzative nuove, e questo si fa costruendo una soggettività politica nuova della sinistra. In Europa il cammino Ú già a buon punto, con il Partito della Sinistra europea, e in Italia Rifondazione ha il coraggio di lanciare un progetto simile, per costruire una forte soggettività di sinistra, plurale e popolare. Perché alla sinistra serve un nuovo partito, non un allargamento di Rifondazione, come ha scritto Pietro Folena sul Riformista l’8 agosto 2006, articolo che consigliamo a Carpinelli di leggere per non scambiare volontà di rinnovamento con trasformismo.

Fabrizio Cerella

Coordinatore ufficio di segreteria regionale PRC-Umbria