UMBRIA LABORATORIO DELLA COSTRUZIONE DELLA SINISTRA EUROPEA - Nota di Stefano Vinti, segretario regionale Prc-Umbria

Il processo di ricerca della costruzione di una nuova soggettività di sinistra, in grado di fare i conti con la crisi della politica...

Il processo di ricerca della costruzione di una nuova soggettività di sinistra, in grado di fare i conti con la crisi della politica e delle sue forme tradizionali e con l’esigenza di rinnovare la cultura politica della sinistra del novecento, che Rifondazione comunista ha avviato, insieme ad altre forze politiche europee, dopo la stagione del disgelo delle lotte sociali e delle mobilitazioni del “movimento dei movimenti” nel maggio 2004 a Roma, ha trovato subito in Umbria un terreno fertile di discussione e confronto.

Già nel maggio 2005 nasceva l’esperienza del club umbro della Sinistra europea nel corso di una affollata assemblea con l’on. Graziella Mascia, che ha coinvolto diverse personalità della sinistra, della cultura, del mondo accademico, dell’associazionismo e delle forze sociali.

L’attenzione Ú cresciuta e si Ú consolidata con la realizzazione della prima festa nazionale della Sinistra europea a Perugia, nella frazione di Ponte Valleceppi, che si Ú tenuta nell’agosto dello stesso anno, e che ha visto un grande successo di partecipazione ed Ú stata caratterizzata da un alto contenuto politico.

Si trattava della fase successiva alle vittorie in Francia e nei Paesi Bassi nei referendum sul Trattato costituzionale europeo e nel pieno della mobilitazione contro la direttiva Bolkestein, che in Umbria ha visto molte istituzioni – il Consiglio regionale, il Consiglio provinciale di Perugia e vari comuni – approvare deliberazioni contrarie al provvedimento della Commissione europea che mirava alla privatizzazione dei servizi pubblici. Una fase in cui cresceva una forte domanda di una forza di sinistra europeista, popolare e plurale.

Dentro questo contesto favorevole ha iniziato a svilupparsi un confronto tra varie componenti della sinistra diffusa e Rifondazione e pure una richiesta che si muoveva nella direzione della ricerca di percorsi per la riaggregazione e ricomposizione delle varie anime della sinistra, a partire dai contenuti e dalla riflessione sulla novità rappresentata dall’esperienza dell’Unione nel quadro politico nazionale.

Si sono così moltiplicate le iniziative e i luoghi di dialogo di soggettività come la Liberassociazione degli aderenti alla Sinistra europea, che ha costruito una interessante esperienza di radicamento territoriale nell’Alta valle del Tevere, e ha fatto la sua comparsa l’esperienza di Uniti a sinistra, divenendo una presenza politica importante a Spoleto.

L’evento delle primarie, prima, e la campagna elettorale per le politiche e per le amministrative, poi, hanno ulteriormente approfondito il percorso di sperimentazione, aumentando le occasioni di incontro e confronto con gruppi organizzati, altre forze politiche, associazioni, comitati protagonisti di vertenze sul territorio e singoli soggetti, sulla base di due importanti punti di forza: la volontà di essere protagonisti nella costruzione dell’Unione come esperienza unitaria e pluralista, e il forte accento posto su alcuni elementi programmatici capaci di spostare a sinistra il baricentro dell’Unione (dalla lotta alla precarietà alla difesa dei beni comuni, dal ritiro delle truppe dalle zone di guerra alla necessità di una nuova ed equa redistribuzione dei redditi).

A Gubbio una ferma volontà di costruire lo schieramento unitario dell’Unione e di valorizzare l’attività amministrativa attuata nel corso di una legislatura caratterizzata dal buon governo della città si sono scontrate con la miopia e le resistenze di una parte delle forze del centrosinistra. Il candidato sindaco di Rifondazione comunista, Orfeo Goracci, ha conquistato il governo della città sperimentando una grande innovazione nelle forme e nella cultura della politica, dando vita ad una coalizione dai tratti fortemente popolari e radicati nel territorio, appoggiata da esperienze di movimento come il mondo della cooperazione e del commercio equo che anima l’appuntamento di “Altrocioccolato”, formata da Rifondazione comunista, dai Verdi, e da una formazione politica, Sinistra Unita, che ha candidato nelle sue fila molti esponenti che avevano maturato una forte critica alla condotta politica dei Democratici di sinistra. A Città di Castello Rifondazione comunista-Sinistra europea ha presentato liste elettorali aperte e plurali, con la presenza paritaria di compagni e compagne del Prc, di Sinistra europea e di esponenti della società civile, dell’associazionismo e della cooperazione, sperimentando concretamente l’innovazione.

Ora con l’apertura della fase costituente della sezione italiana della Sinistra europea – con i tratti che la caratterizzano come processo aperto, con ampi spazi di partecipazione, plurale, aperta a culture ed esperienze diverse e con la prospettiva della riaggregazione della sinistra in una forma nuova – si moltiplicano in Umbria le adesioni e le richieste di confronto. Registriamo l’importante attenzione di Sinistra Unita, che a Gubbio ha ottenuto il 15% dei consensi elettorali, e proprio in questi giorni viviamo l’importante esperienza del “Patto di consultazione” sottoscritto al comune di Perugia tra tre consiglieri della “Sinistra DS per il socialismo” e i consiglieri di Rifondazione.

Al di là della reazione scomposta della direzione regionale umbra dei DS che ha deferito e minacciato di espulsione i tre consiglieri comunali per il solo fatto di ricercare un confronto politico con il Prc, che ha portato all’attenzione nazionale la vicenda, questa esperienza ha preso i tratti di un vero laboratorio politico – sottolineato dai più attenti commentatori politici – come la sperimentazione di un modo nuovo di intendere i rapporti a sinistra. È indubbio che in gioco c’Ú la possibilità, nuova e concreta, di avviare inedite relazioni che parlano il linguaggio della contaminazione, dell’arricchimento nell’incontro tra culture differenti, della sperimentazione di momenti di riaggregazione a sinistra, ritenuti necessari nel nuovo quadro politico, in cui forte Ú la voglia di grande coalizione e in cui il Partito democratico assume la connotazione di una deriva moderata dai contenuti fortemente liberali. Cogliere la portata politica dell’evento diviene fondamentale in questa fase, visto che ormai non si tratta più di una fatto circoscritto al Comune di Perugia, perché l’area della “Sinistra DS per il socialismo” si Ú posta l’obiettivo di estendere a tutta l’Umbria il “patto di consultazione”. Rifondazione comunista dell’Umbria raccoglie questa sollecitazione e sosterrà con notevole impegno la strada della moltiplicazione dei luoghi di incontro tra i soggetti - politici, sociali, di movimento, culturali – che intendono attivarsi per costruire un soggetto politico nuovo a sinistra. Perché anche a noi non sfugge la portata della risposta alla domanda che molti si sono posti: perché proprio in Umbria Ú nato questo laboratorio politico? Perché l’Umbria, una regione storicamente rossa, con una forte tradizione culturale e con un tessuto sociale e di insediamento della sinistra diffusa ancora consistente, e con una importante rappresentanza politica ed elettorale della cosiddetta “sinistra radicale”, può per queste caratteristiche rappresentare il cuore della contraddizione che si crea con la definitiva fuoriuscita della rappresentanza politica della sinistra dal solco del movimento operaio e la sperimentazione di una prima risposta alla nascita del partito democratico.

Stefano Vinti

Segretario regionale Prc-Umbria