SEMINARIO SULLE MULTINAZIONALI: CI SI E’ DIMENTICATI DEL TAVOLO PERMANENTE DI CONFRONTO E DELLA LEGGE SULLA RESPONSABILITAÂÂ

Pur salutando positivamente il primo dei tre seminari promossi dalla Regione dell’Umbria nel quadro del progetto "Umbria-Multinazionali"...



Pur salutando positivamente il primo dei tre seminari promossi dalla Regione dell’Umbria nel quadro del progetto "Umbria-Multinazionali", avente come tema le questioni poste dalla presenza nella nostra regione di numerosi grandi gruppi internazionali, per definire il ruolo da assegnare loro per lo sviluppo della nostra società e -come ha sottolineato l’assessore allo sviluppo economico, Mario Giovanetti- dare corso a politiche che "valorizzino e consolidino queste presenze" sul nostro territorio, non possiamo tuttavia sottacere i limiti che abbiamo riscontrato in questa iniziativa. In particolare ci sembra che da questo confronto sia rimasta in larga parte esclusa la questione che Rifondazione Comunista pone da lungo tempo e sulla quale di recente si Ú registrata la piena convergenza di importanti componenti sindacali: la costituzione di un tavolo permanente di confronto, nell’ambito del Patto per lo Sviluppo, nel quale definire, attraverso un dialogo continuo ed articolato a seconda delle necessità contingenti, modelli comportamentali maggiormente rispettosi delle nostre tradizioni democratiche, sociali ed imprenditoriali.

A tale riguardo abbiamo sovente rilevato la necessità di richiamare le Multinazionali in questione all’osservanza del principio della "utilità sociale dell’impresa" affermato nell’art. 41 della nostra Costituzione. Un principio che va meglio spiegato in particolare a chi insiste a considerare l’Umbria come una sorta di colonia industriale nella quale Ú estremamente vantaggioso "andare a fare spesa", ovvero ad acquistare a basso costo aziende sane e produttrici di profitti, delle quali disfarsi non appena venuta meno tale convenienza. E gli esempi al riguardo sono, ahinoi, ricorrenti, come attestano i casi della Cisa di Tavernelle, della Meraklon, dell’Alcantara, della Sgl Carbon, della Viasystem, della Braitner, della Ferro di Cannara ed altre ancora, fino a comprendere la Perugina e la Thyssen Krupp, con il suo continuato ricatto sulle forniture energetiche a basso costo. Vicende che hanno determinato situazioni di precarietà occupazionale e di vera e propria incertezza per il futuro di migliaia di lavoratori e loro familiari.

Per essere più chiari, pensiamo che non sia sufficiente limitare il rapporto delle istituzioni umbre con i grandi gruppi internazionali che scelgono la nostra regione per sviluppare le loro strategie industriali, alla predisposizione di un contesto favorevole per la loro presenza, senza pretendere da loro nulla in cambio dei "ponti d’oro" che ci ripromettiamo di costruire per agevolare la loro venute e, proprio perché coscienti dei limiti contrattuali di una regione piccola come l’Umbria, abbiamo accolto con favore, e fatta nostra con estrema convinzione, la proposta della Cgil affinché la nostra Regione elabori una legge sulla "responsabilità sociale delle multinazionali" da trasmettere al Parlamento nazionale, così da farne una questione di più generale interesse per poter meglio definire nuove relazioni industriali meno sperequate ai danni dei lavoratori.

Ebbene, anche questa iniziativa pare non abbia trovato il necessario spazio nel seminario in questione, nel corso del quale -le cronache ci informano- ci si sarebbe limitati ad auspicare generici "dialoghi permanenti" ed "accordi di reciprocità", senza neppure abbozzare un preciso quadro normativo all’interno del quale ricercare più solide garanzie a tale riguardo. La speranza Ú che questo aspetto, per noi fondamentale, trovi il giusto spazio nel corso degli altri due seminari il progetto "Umbria-Multinazionali" che dovranno seguire a questo primo appuntamento, ed impegno di Rifondazione Comunista sarà di fare sì che ciò accada.

Stefano Vinti

Presidente gruppo regionale Prc-Se

Segretario regionale umbro Prc-Se

Blog.stefanovinti.com