Nuove politiche per contrastare il narcotraffico in Umbria: impegno straordinario per Perugia

Il triste ed inarrestabile elenco delle morti di overdose della nostra regione richiede un impegno concreto da parte della politica umbra, soprattutto dalle forze dell’Unione. Innanzitutto emerge con forza il fallimento dell’intero impianto della normativa sulle droghe in vigore, non in grado, come evidenziano i fatti di questi giorni di fornire gli strumenti adeguati per affrontare il fenomeno. Da un lato infatti la legge in vigore drena energie preziose sul lato del contrasto all’offerta, destinandole, in una logica punitiva da stato etico, sul versante del consumo di sostanze cercando di scoraggiarlo. In realtà fallisce entrambi gli obbiettivi, perché i consumi di sostanza sono in aumento, e non ci pare che le reti criminali siano sconfitte. Anzi, pur apprezzando il lavoro delle nostre forze dell’ordine portato avanti in questi anni, è innegabile constatare che il mercato delle droghe si è allargato. Sostanze come la cocaina, diffusissima nella nostra regione dovrebbero farci riflettere della potenza che hanno acquistato in questi ultimi anni le reti mafiose, anche in rapporto alla loro infiltrazione nell’economia legale. Per questo dovremo indagare più a fondo nella dimensione dello spaccio, non solo rispetto al piccolo, ma ai flussi finanziari che attraversano i nostri territori, al collegamento fra economie legali ed illegali favorito anche dall’elusione e dall’evasione fiscale. Questo tipo di indagini richiedono tempo, formazione, energia, per questo occorre intervenire sul lato nazionale chiedendo che venga varata al più presto una legge che distingua nettamente il consumo dal narcotraffico e si concentri con azioni repressive mirate su questo aspetto. L’impatto di una normativa punitiva come la Legge Fini che clandestinizza il consumo determina inoltre effetti rilevanti anche sul lato dei comportamenti di chi assume le sostanze, se le persone che stanno male dopo aver assunto, o chi gli sta vicino hanno paura di rivolgersi ai servizi sanitari per il timore di essere segnalate è facile che aumenti la possibilità di morte.

Per questo occorre al più presto che la nostra regione convochi un tavolo di discussione con i Ministri competenti, (Amato – Ferrero – Turco) e con le regioni limitrofe. Abbiamo infatti la necessità non solo di rafforzare i nostri servizi esistenti, lasciati troppo spesso nella precarietà, ma di renderli più moderni, programmando un intervento su un fenomeno complesso, come quello del consumo di sostanze, con un’impronta di tipo sociale. Se Perugia è diventata una piazza dello spaccio intraregionale occorre infatti che anche con le altre Regioni, soprattutto la Toscana e le Marche, coordinino i propri interventi con noi, attivando spazi di formazione congiunta tra gli operatori.

Inoltre dovremmo prendere in considerazione le politiche che hanno prodotto effetti positivi nel resto dell’Europa:

  1. sperimentando anche da noi la creazione di un sistema di "allerta rapido", in grado d’informare in poche ore i consumatori della pericolosità delle sostanze illegali che girano nelle piazze;
  2.  

  3. allargando le possibilità rispetto ai trattamenti con nuove terapie, come la "somministrazione sotto controllo medico" dell’eroina, e l’ampliamento delle pratiche di "riduzione del danno".
  4.  

 

 

Stefano Vinti

Presidente Gruppo consiliare regionale Prc-SE

 

 

Francesco Piobbichi

Responsabile nazionale "Stato sociale" Prc-SE